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Archive for the ‘Tips’ Category

mencoder – Hard-coding sottotitoli

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mencoder [input file] -o [output file] -oac pcm -ovc lavc -lavcopts vcodec=libx264:vpass=2:vbitrate=1800 -fps 24000/1001 -ofps 24000/1001 -sub [file sottotitolo] -utf8 -subfont [path al font] -subfont-autoscale 1

Dove l’originale è un .mov codificato in H264 con l’audio in MPEG-4 AAC Stereo a 48000 kHz.

Dunque:

-oac pcm

trasforma l’audio in Wave. “copy” non è consentito con l’audio di questo file e “mp3lame” causava uno sfasamento audio/video che non riesco a spiegarmi. “lavc” stessa cosa, usando poi libmp3lame nel parametro acodec.

-ovc lavc

adopera la libreria di codec libavcodec, quella di default e consigliata.

-lavcopts

indica che seguono i parametri di encoding, separati da due punti (o da virgole, credo vadano bene uguale).

vcodec=libx264

codifica il video usando il Codec x264 H.264/AVC MPEG-4 Part 10.

vpass=2

esegue la codifica a doppia passata.

vbitrate=1800

setta il bitrate, credo costante, del video in output espresso in kbit/s.

-fps 24000/1001

specifica il Frame Rate del video di input, ossia 23.976 in questo caso. Se fosse stato 29.97 si sarebbe specificato scritto 30000/1001.

-ofps 24000/1001

stessa cosa, ma determina il FR del video codificato. In questo caso non cambia, quindi presumo che entrambe le opzioni sia inutili.

-sub [file sottotitolo]

specifica il file contente i sottotitoli da renderizzare.

-utf8

informa che i sottotitoli sono in formato Unicode 8. (Dipende, in questo caso lo erano, altrimenti va specificato l’esatto formato pena la comparsa di caratteri assurdi).

-subfont [path al font]

Il font da usare per i sottotitoli, un truetype credo sia il solo ad andar bene.

-subfont-autoscale 1

adatta la dimensione dei sottotitoli in proporzione all’altezza del video. Era l’unica ad andare bene, ma non sono riuscito a capire come specificare l’altezza del font in pixel o punti. Le altri opzioni sono 0 (no autoscale, viene piccolissimo), 2 (in proporzione alla larghezza, troppo grande) e 3 (in proporzione alla diagonale, troppo grande).

Il file di output era 36 MB, ovviamente causa audio PCM. Ricomprimendolo con lamemp3 da mencoder continua a sfasare l’audio. Ricodificandolo in AAC con Avidemux, ottengo un file perfetto di soli 600KB più grande dell’originale.

Written by stefanauss

ottobre 29, 2008 at 12:23 am

Pubblicato su Tips

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Metacity va al diavolo

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Io sono il tipo di utente che usa il terminale ogni volta che è possibile. La cosa bella del terminale è che è possibile sempre usarlo con profitto =). Per quanto sia vero che richiede una certa attitudine allo sbattimento, è innegabile che permette di svolgere un certo compito a velocità stratosferiche: provare con hardware obsoleto per credere.

C’è una cosa che non sopporto di GNOME Terminal, la dimensione della finestra; costringe perennemente a ridimensionarla, pena linee di testo continuamente spezzate su due righe. Ed è proprio questo che non reggo. Totalmente antiestetico (essì, anche il terminale c’ha il suo appeal).

Per fortuna ho trovato chi fa il lavoro sporco al posto mio. Devil’s Pie è un tool di Ross Burton che integra le funzionalità del Window Manager (non supporta solo Metacity, ma anche OpenBox che io sappia). Nello specifico, permette di eseguire un discreto numero di operazioni automaticamente all’atto di creazione della finestra. Eh si, indovinato, allarga il terminale e me lo piazza a centro schermo =D.
Per installarlo basta apt-gettare il pacchetto “devilspie”.

Le regole che agiscono sulle finestre si trovano in file dall’estensione .ds contenuti all’interno della directory ~/.devilspie (che bisogna provvedere a creare). Le regole sono espresse mediante S-expression, tipiche dei linguaggi di programmazione funzionali. Non è per niente difficile scriverne di proprie dopo aver visto degli esempi base, sebbene di documentazione “ufficiale” su Devil’s Pie non ce ne sia proprio nessuna: la pagina di manuale è alquanto scarna e più che altro fornisce un elenco delle keyword riconosciute. Su questo wiki si trova una trattazione dettagliata di tutto ciò che serve, usatela con riconoscenza perchè l’autore l’ha costruita dalle viscere del codice sorgente di Devil’s Pie (è la prima volta che vedo in azione il mito del programmatore che rifugge dal documentare..).

Leggi il seguito di questo post »

Written by stefanauss

dicembre 26, 2007 at 7:28 pm