All DNS Leads To Me

Nome: $:whoami _ Nato il: $:uptime _ Residenza: $:hostname _ Segni particolari: ‘uname -a’

Archive for dicembre 2007

Metacity va al diavolo

with 4 comments

Io sono il tipo di utente che usa il terminale ogni volta che è possibile. La cosa bella del terminale è che è possibile sempre usarlo con profitto =). Per quanto sia vero che richiede una certa attitudine allo sbattimento, è innegabile che permette di svolgere un certo compito a velocità stratosferiche: provare con hardware obsoleto per credere.

C’è una cosa che non sopporto di GNOME Terminal, la dimensione della finestra; costringe perennemente a ridimensionarla, pena linee di testo continuamente spezzate su due righe. Ed è proprio questo che non reggo. Totalmente antiestetico (essì, anche il terminale c’ha il suo appeal).

Per fortuna ho trovato chi fa il lavoro sporco al posto mio. Devil’s Pie è un tool di Ross Burton che integra le funzionalità del Window Manager (non supporta solo Metacity, ma anche OpenBox che io sappia). Nello specifico, permette di eseguire un discreto numero di operazioni automaticamente all’atto di creazione della finestra. Eh si, indovinato, allarga il terminale e me lo piazza a centro schermo =D.
Per installarlo basta apt-gettare il pacchetto “devilspie”.

Le regole che agiscono sulle finestre si trovano in file dall’estensione .ds contenuti all’interno della directory ~/.devilspie (che bisogna provvedere a creare). Le regole sono espresse mediante S-expression, tipiche dei linguaggi di programmazione funzionali. Non è per niente difficile scriverne di proprie dopo aver visto degli esempi base, sebbene di documentazione “ufficiale” su Devil’s Pie non ce ne sia proprio nessuna: la pagina di manuale è alquanto scarna e più che altro fornisce un elenco delle keyword riconosciute. Su questo wiki si trova una trattazione dettagliata di tutto ciò che serve, usatela con riconoscenza perchè l’autore l’ha costruita dalle viscere del codice sorgente di Devil’s Pie (è la prima volta che vedo in azione il mito del programmatore che rifugge dal documentare..).

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Written by stefanauss

dicembre 26, 2007 at 7:28 pm

Metacity Compositor: Compilazione e trasparenze

with 12 comments

UPDATE 26-12: Aggiornate le dipendenze.

Non lo svelo certo io: il compositor integrato in metacity è entrato nel ramo di sviluppo ufficiale, e verrà quindi incluso in GNOME 2.22 (attualmente la versione è 2.21.5). Si tratta di un Compositing Manager basilare (non fa uso di OpenGL come Compiz ma dell’estensione XRender di Xorg), ma che aggiunge quel pizzico di eye-candy che ancora manca in GNOME: ombre e trasparenze finalmente integrate a livello di DE. Che poi sono esattamente le feature che XRender implementa grazie all’introduzione di un canale alpha nel comporre le immagini. Tra le novità c’è anche un’effetto di riduzione a icona (minimizzazione) molto più fluido.

Il primo impatto viene dalle ombre: sono la prima cosa che si vede appena si avvia il nuovo metacity. Poi salta subito all’occhio la minimizzazione fluida, ma l’effetto più carino che può essere apprezzato senza trucchi arcani è il selettore delle finestre con
ALT+Tab: sorridi, c’è l’anteprima delle finestre =D!

Purtoppo nessuna delle applicazioni GNOME è in grado per ora di sfruttare nativamente il compositing RGBA, anche se Andrea Cimitan sa come stuzzicare per bene gli impazienti: il suo ottimo engine Murrine ci mostra tutte le potenzialità delle GTK + XRender. Il codice non è ancora disponibile, ma è solo questione di (poco) tempo.

» Compilazione (e installazione, se ti va):

Dipendenze:

sudo apt-get build-dep metacity
sudo apt-get install libxcomposite-dev x11proto-composite-dev
sudo apt-get install subversion

Download sorgenti

Nella cartella che più ci aggrada:

svn co http://svn.gnome.org/svn/metacity/trunk metacity
cd metacity
./autogen.sh – -prefix=/usr
make

se poi vuoi proprio purgare il banale metacity stabile e tranquillo, anche in un secondo momento:

sudo make install

ma io non l’ho fatto perchè..

Esecuzione e attivazione

.. basta un banalissimo:

./src/metacity – -replace &

Si vedrà sfarfallare un po’ di roba e poi tornare le decorazioni della finestra. Per attivare il compositing:

gconftool-2 – -set /apps/metacity/general/compositing_manager – -type bool true

Ed è fatta. Se non avete installato il nuovo metacity e volete tornare a quello tradizionale è sufficiente un:

metacity – -replace &

Non disattivate la chiave in gconf mentre il nuovo metacity è in esecuzione: ne causerete il crash. Invece il bug di Appearance segnalato da Bl@ster sembra essere stato completamente risolto: ho provato anche a cambiare tema al volo e tutto è andato liscio =).

» Impostare la trasparenza

Per questo avrete bisogno di transset:

sudo apt-get install transset

Ora, una volta compilato+[installato]+eseguito+attivato Metacity Compositor, ecco come fare per impostare le finestre traslucide. Da terminale:

transset [value]

dove [value] è un valore compreso tra 0 e 1, che sta ad indicare la trasparenza desiderata in percentuale. Ad esempio, per impostare una trasparenza del 75%:

transset 0.75

una volta impartito il comando il cursore assumerà la forma di mirino. E’ sufficiente cliccare sulla finestra che vogliamo fantasmizzare et voilà =). Per reimpostare l’opacità totale basta ripetere l’operazione senza inserire un value oppure mettendo value = 1.

Purtroppo su Debian SID non ho trovato il pacchetto transset, quindi niente trasparenze. Potrete però ancora goderne se usate applicazioni che usano il compositing come AWN oppure Cairo-Clock. Sui miei 512 MB di memoria poterle usare senza Compiz è un grandissimo vantaggio, anche se sono ancora un po’ meno reattive.

» Impressioni

E’ veloce, accidenti. A volte causa dei piccoli rallentamenti di uno o due secondi ma complessivamente nel renderizzare l’immagine a schermo è un’altra storia. Sulla mia GeForce3 ho sempre sofferto un sacco di artefatti spostando una finestra con Firefox sullo sfondo; con il nuovo Metacity questo problema è *totalmente* scomparso e la finestra si sposta senza il minimo ritardo. Anche l’uso della CPU è visibilmente ridotto se osservo i grafici di Gnome System Monitor. E il tutto complessivamente si nota eccome. =D

Written by stefanauss

dicembre 23, 2007 at 5:12 pm

Pubblicato su A Tutto Trunk, Eye-Candy, GNOME

Tagged with , , ,

Il vero Get The Facts

leave a comment »

Chi ha comprato una qualsiasi rivista di ICT negli ultimi 5 anni non può evitare di ricordare la campagna Get The Facts di Microsoft: ricorrenti paginoni con futuristiche fotografie di grattacieli alimentati a batterie SQLcaline o scatti della vita quotidiana di IT Manager strafighe che, invece di sudarsi il lauto stipendio, portavano tranquillamente il loro fido Fido a spasso nel parco. Tutto grazie ai prodotti Microsoft, ci dice lo slogan. Sebbene i geni del marketing cambiassero paginone assieme alla biancheria intima, il messaggio era sempre identico: No gente, non passate a Linux, sembra gratis ma tra tutti i casini che vi darà e i rischi che comporta ve ne pentirete. Noi siamo scappati in tempo, fatelo anche voi. Il tutto sempre sotto forma di citazione del Presidente o Dirigente della redenta azienda di turno.

Fatti, non pugnette!
Fatti, non ….

Ora Get The Facts non esiste più: Microsoft ha preso un po’ di colla vinilica e forbici dalle punte arrotondate e l’ha smussata nella nuova campagna Compare, nome che a mio avviso rende molto più l’idea se pronunciato in italiano. Che sia stato proprio il nuovo compare di MS a consigliare ai redmondiani di rilassarci, andarci più piano?

Io ho la mia idea che una campagna come Get The Facts oggi non sia più possibile. Non che sia necessariamente una cosa buona: anche se GTF era così di parte da risultare pacchiana, le velate minaccie e i risultati che tutto l’attuale strategia di FUD ottiene un po’ la fanno rimpiangere. L’accresciuta popolarità di GNU/Linux e soprattutto della sua validità come alternativa consigliano approcci decisamente meno spocchiosi.

Sebbene le analisi indipendenti di Get The Facts siano solo una caricatura dell’obbiettività che agitano ai quattro venti, rendono bene una cosa: come sia estremamente facile distorcere la realtà. Non solo quando la si vuole strumentalizzare per evidenti ragioni, ma soprattutto quando la realtà invece la si vorrebbe pienamente comprendere. Cosa ancora più importante nel panorama attuale, dove aziende come MS passano dalle parole ai Fatti (Ops, .___.). Le polemiche recenti su ODF vs OOXML e su HTML5 sono un monito importante. Pensiamo alla Mono-Trap.

La facilità e la diversità con cui possiamo reperire l’informazione oggi è una gran cosa (Grazie Web 2.0) , ma va sfruttata bene perché oggi come oggi trovare i “fatti” è facile tanto quanto esporli. E nel momento in cui li comunichiamo la qualità di ciò che diciamo diventa importante.

Get The Facts dev’essere un’attitudine più che un’operazione di marketing. Qualcuno ha colto questo punto e ci prova sul serio a non saltare alle conclusioni. E non posso che segnalarlo con piacere =). Buona Lettura.

Open Source Facts

Written by stefanauss

dicembre 23, 2007 at 2:23 am

Campioni Der Mondo…

leave a comment »

Ecco come avrebbe detto in queste occasioni Galeazzi (“Campioni der mondo di Hacking – Mitttticcci”).

Questa volta però non c’era la telecronaca di Galeazzi in diretta, ma solo calcolatori, silenzio ed una macchinetta da caffè pronta a sfornare caffeina a volontà per tirare fino alle ore piccole. Dalle 18:00 alle 3:00 circa, 34 squadre e 26 nazioni, per portare a casa un trofeo (International Capture the Flag) che non premia con soldi o con coppe, ma con la gloria. Bene di prima necessità per ogni geek che si rispetti. L’impresa è riuscita ai “Chocolate Makers il team dell’Università Degli Studi di Milano. La gara organizzata dall’Università californiana di Santa Barbara prevedeva la consegna di alcune macchine virtuali (con sistemi operativi pre-installati) che contenevano bug e altri problemi di sicurezza appositamente creati per l’occasione. L’integrità delle macchine veniva garantita (in modo che nessuno potesse prepararsi prima dell’avversario) da una chiave, che andava a cryptare le macchine virtuali. Alla partenza venivano fornite le chiavi per decryptare le tali macchine. Da quel momento fuoco incrociato a volontà, tutti alla “caccia della bandierina”: ricerca dei security holes delle macchine avversarie, intrusione negli altrui sistemi e contemporanea patch del proprio sistema, afflitto dagli stessi bug appena scoperti, per non permettere all’avversario di sfruttarli a sua volta.

Ebbene abbiamo [stra]vinto =). La sfida si è conclusa con il trionfo degli Italiani (col team Chocolate Makers), di cui fanno parte Professori, Dottorandi e Laureandi. Quando abbiamo saputo dal prof. D.B. tale notizia, io e gli altri studenti del corso di Sicurezza, siamo rimasti sorpresi e soddisfatti al tempo stesso, dal risultato ottenuto “dai nostri”, ed è partito un’applauso incontrollato e traboccante d’ammirazione. Penso che comunque tale risultato sia stato gradito anche dagli altri studenti della statale e non, ma anche da molti italiani. Ma tutti i debianisti del mondo possono gongolare: se il team avesse avuto uno sponsor sarebbe stato proprio la famosa distro, la palestra preferita da tutti i Mastri Cioccolatai (seriamente, fissati con Debian, non contemplano molto altro).

Written by gigafio

dicembre 19, 2007 at 8:45 pm

Pubblicato su Novelle, Università

Tagged with , ,

Fedora 8: abilitare la cache di yum

leave a comment »

Trovo Fedora un’ottima distribuzione: elegante di default, community-driven (niente main e universe), una delle poche a smuovere le acque, provare qualcosa di diverso (Pulse Audio e PolicyKit tanto per citare qualcosa). Una delle cose che più apprezzo è che la distro non venga “congelata” dopo la release. Nei repository appaiono tempestivamente nuove versioni perlomeno degli applicativi più popolari (anche il kernel viene portato alle versioni più recenti: al momento della release veniva installato il 2.6.22.8, mentre ora nei repo è disponibile il 2.6.23.9-rc1).

Su Fedora 7 effettuavo periodicamente dei salvataggi della cache dei pacchetti, per non essere costretto a scaricare orde di megabyte (ricordate: digital diviso) per ogni installazione di fedora con cui ho a che fare (in casa almeno 3). No, ok, lo ammetto. Soprattutto per non dovermi sorbire la lentezza imbarazzante di yum e pirut, le controparti fedoresche di apt e synaptic. E’ da almeno Fedora 5 che sono in progetto migliorie stratosferiche ai due comari e qualcosa in effetti si è visto, ma niente che possa rendere il confronto con Ubuntu e OpenSUSE ad armi pari. Al punto che oramai è prossima l’introduzione di PackageKit nella Prossima F9; che abbiano lasciato perdere? Ma sto divagando.

La 8 m’ha fatto un bello scherzetto al primo grosso update. No, niente errori, tutto è andato liscio. Ma al riavvio (update del kernel), non c’era nessun pacchetto in /var/cache/yum. Niente da poter salvare, tutto da rifare al prossimo pc =(. Porca puella.

Ho scoperto solo ora come ripristinare il vecchio comportamento. Modificare il file /etc/yum.conf alla riga:

keepcache = 0.

Inserire 1 ovviamente. Dando un’occhiata al manuale di yum si comprende come in realtà sia proprio mantenere la cache il comportamento predefinito. Ma mi sa che la frequenza e la quantità degli aggiornamenti disponibile abbiano convinto gli sviluppatori a non saturare il disco con dei file inutili alla quasi totalità degli utenti.

Written by stefanauss

dicembre 18, 2007 at 11:25 pm

Pubblicato su Fedora, Package Management, Uffa

Tagged with , , ,

Network Manager fa sul serio.

leave a comment »

Network Manager ha sempre avuto i suoi grossi immensi limiti. Se la tua rete personale rientra nelle cose che NM è in grado di gestire, benissimo, sarà il tuo più grande amico. Ma se poco poco la tua è una configurazione un tantino alternativa, è meglio disabilitarlo del tutto. Nemmeno così tanto alternativa, posto che allo stato attuale NM non ti permette neanche di gestire connessioni a reti che utilizzino IP statici.Per collegarmi ho sempre usato su Linux un Nokia 6630 con connessione UMTS (si, sono un digital diviso), azionato sempre e solo con wvdial. Non solo non posso usare NetworkManager, ma la sua presenza con questa connessione è anche d’intralcio: su tantissime distribuzioni a NM attivato il file /etc/resolv.conf non viene aggiornato con i Server DNS della connessione attiva.

Nell’installazione dell’ultima Ubuntu Gutsy, ubiquity insiste nel cercare immediatamente gli aggiornamenti di sicurezza presenti nei repository. Attività encomiabile, ma se non sei connesso ad internet & NM è attivo (entrambe le condizioni vere, come a me è capitato) ottieni i seguenti due risultati:
1) L’installazione si blocca all’83 percento.
2) Appena ti accorgi che forse qualcosa non va, e disabiliti NM, ecco che compare il messaggio di errore che mi porge le sue scuse, ma non trova gli updates. Per attenuare la mia delusione però commenta tutte le line del sources.list. L’installazione si completa e al riavvio, ovviamente, è impossibile aggiornare synaptic.

Parte di queste defaillances sono da ricercare nel poco hardware supportato, specialmente per le connessioni wireless. Ma ci sono sviluppi interessanti :)

Presto NetworkManager, dice Dan Williams, potrebbe supportare le PC-Card GPRS/EDGE/UMTS/HSDPA e il servizio Dial-Up Networking del Bluetooth (DUN). Il che significa finalmente un modo *semplice* (si spera) di far sapere all’intero sistema di potere contare su una rete cellulare come gateway (e nel caso del bluetooth, perfino di un cellulare =D).

Right now the preliminary support is for GSM-based cards […] . We’ll soon add support for CDMA-based 1xRTT, EVDO rev 0, and EVDO rev A cards too. It’s pretty rough at the moment, and he just committed it this morning, so don’t expect the thing to work just because you plugged it in (yet)

Ora c’è un supporto preliminare alle Card GSM [..]. Presto aggiungeremo quello per le card EVDO e CMDA. Non è granchè al momento, è stato integrato solo questa mattina, quindi non aspettativi che le cose funzionino solo perchè inseride la card (per ora).

E in futuro chissà, magari anche le connessioni USB.. La prima è una feature interessante, ma DUN e USB possono interessare potenzialmente molti più utenti.

After the PPP bits have been worked over Jack Bristo-style and are begging for mercy, we’ll start adding support for serial modem, ISDN, and Bluetooth DUN.

Dopo che tutto questo lavoro sarà passato indenne e misericordioso, cominceremo ad aggiungere supporto ai modem seriali, a quelli ISDN e al DUN Bluetooth.

Le funzioni vedranno probabilmente la luce nella prossima Fedora 9. Da un po’ Fedora è la distribuzione Linux che presenta soluzioni alternative rispetto al trend attuale, ma con NM è sempre stata decisamente un passo avanti, fornendo sempre l’ultimissima versione della applet (si può tranquillamente dire che ne “guida” lo sviluppo, sebbene sia una componente propria di GNOME). Qui e qui le entry wiki con le novità previste per NM e BT.

Come dice Dan: Noi chiediamo, loro provvedono.
Chiedete gente, chiedete. =D

Written by stefanauss

dicembre 3, 2007 at 12:00 am