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Pidgin: cancellare i messaggi personali
In fondo alla finestra Lista Contatti di Pidgin è presente un campo testuale per specificare il messaggio di stato (o messaggio personale, o ancora sottonick, nello slang di MSN). Pidgin salva gli ultimi sei messaggi di stato inseriti e li inserisce nel menu a tendina per una scelta rapida.
E’ possibile cancellare i messaggi di stato che si ritiene siano superflui, ma la procedura è tutt’altro che intuitiva: bisogna
- Portarsi col mouse ad avidenziare il messaggio di stato da cancellare.
- digitare il tasto CANC
- Confermare l’eliminazione del messaggio di stato.
Testato con Pidgin 2.6.4.
Digitazione caratteri UNICODE in ambiente GTK
E’ possibile digitare da tastiera qualsiasi carattere UNICODE nei programmi che fanno uso delle librerie GTK (quindi tutto GNOME, tra le altre cose) usando questa combinazione di tastiera:
CTRL + SHIFT + U
a questo punto comparirà una u sottolineata. Ora bisogna digitare il codice esadecimale del carattere UNICODE desiderato, tipo 03b2 per la lettera β dell’alfabeto greco (che io ho appena digitato usando questo stesso metodo =D ). Il carattere sostituirà la stringa sottolineata u03b2 premendo spazio o invio.
Per conoscere il codice UNICODE del carattere desiderato si può consultare la vecchia, buona mappa caratteri oppure trovare una lista onnicomprensiva.
Backup e Restore del MBR con dd
dd if=/dev/sda of=/home/$whoami/backup_mbr.bin bs=512 count=1
Cambiando la dimensione del settore a 446, escludiamo dal backup la tabella delle partizioni.
dd if=/dev/sda of=/home/$whoami/backup_mbr.bin bs=446 count=1
Il ripristino si ottiene capovolgendo le interfacce di I/O:
dd if=/home/$whoami/backup_mbr.bin of=/dev/sda bs=512 count=1
Per cancellare l’MBR impostiamo come interfaccia di input /dev/zero (azzeramento) o /dev/urandom (riempimento con valori casuali). Con un settore da 446 byte salvaguardiamo la Partition Table.
Embed di video Youtube in HQ
Si aggiunge al classico codice di embed &ap=%2526fmt%3D18 al parametro src del tag embed e al parametro value del primo tag param.
Da cosi:
<object width="425" height="344"> <param name="movie" value="LINK"></param> <param name="allowFullScreen" value="true"></param> <param name="allowscriptaccess" value="always"></param> <embed src="LINK" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"> </embed> </object> </code>
A cosi:
<object width="425" height="344"> <param name="movie" value="LINK&ap=%2526fmt%3D18"></param> <param name="allowFullScreen" value="true"></param> <param name="allowscriptaccess" value="always"></param> <embed src="LINK&ap=%2526fmt%3D18" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"> </embed> </object>
Con WordPress è sufficiente effettuare l’aggiunta dopo aver messo il normale link nel popup di inserimento video.
Trucchetti da manuale
man -k <qualcosa>
Cerca tutte le pagine di manuale che contengano quel qualcosa nella loro descrizione.
Se all’interno di una pagina di manuale si digita
/<qualcosa>
Vengono 1) sottolineate tutte le occorrenze della stringa e 2) digitando di nuovo “/” e premendo invio si naviga in sequenza tra le occorrenze.
Damn Small Sources
We honnor the GPL and will send anybody the sources to the GPL software in Damn Small. If you want to recive copies of the software please send us $7 (cost of media and shipping) and we will gladly mail you the sources. Please send the check to: Lizard Biscuit P.O Box 4504 Foster City, CA 94404
Fa piacere vedere cose di cui prima avevi solo letto.
Sala d’attesa
Due link interessanti se si usa Debian unstable (SID).
Li ho scoperti mentre cercavo un modo per risolvere un problema di dipendenze dei repository di SID (il pacchetto gnome-system-tools contemporaneamente dipende e va in conflitto con liboobs-1-3). La soluzione al problema a quanto pare è la pazienza.
Ottimo deterrente:
Incoming. Qui giacciono tutti i pacchetti uploadati e approvati, ma ancora in attesa di essere installati nei repository e mirror Debian. Praticamente si può vedere qui un anteprima di quello che sarà prossimamente disponibile con apt-get.
NEW Queque. Questa è la sezione con le informazioni presenti sui pacchetti NUOVI, ossia quelli che non sono ancora presenti in nessuno dei repo e aspirano ad entrarvi.
Compiz di default: un mese dopo.
Ok, ammetto che ero perplesso, ma dopo un mese di utilizzo intenso, diciamo pure di abuso, non posso che promuovere Compiz di default in Ubuntu Gutsy, almeno sulla mia configurazione (una preistorica Nvidia GeForce 3 Ti 500). Che probabilmente era anche l’unica in grado di passare veramente con nonchalance questo test.Ho fatto le cose alla Ubuntu way, visto che cercare di combinare le nozze tra l’installer NVidia 96.43.01 (un recentissimo atto di pietà per la mia veneranda geforce) e l’eye-candy di serie non ha portato a ottimi risultati (niente metacity). D’altronde non è Compiz Fusion che aveva bisogno di test, ma quella feature a volte sorprendentemente instabile chiamata Default.
Quindi: installati i driver proprietari via Restricted Manager, si attiva Compiz dalla rassettatissima capplet Appearances, sezione “Visual Effects” (uso Ubuntu in inglese, non conosco gli equivalenti localizzati =P). Funge tutto. Non mantengo i settaggi, tutto torna come se niente fosse successo. Riattivo definitivamente, stavolta usando le impostazioni “Extra”, tra i cui plugin figura l’immancabile Wobbly.
Non dura granché questa configurazione, il tempo di constatare che perlomeno le impostazioni con cui compiz gira di serie non sono sopportabili: a parte la scattosità e gli artefatti percettibili in molte animazioni, mancava ad esempio un plugin importante come Scale. Capisco voler ridurre all’osso, ma ai neofiti Scale è uno di quei plugin in grado di fare una differenza coi loro attuali desktop, in termini di usabilità pura.
Quindi ecco spiegata la successiva installazione di CCSM. Hai voglia a spiegare agli sviluppatori la voglia di risparmiare il fiato e ore di vita con gli acronimi, ecco piazzata in Preferences la nuovissima voce Advanced Desktop Effects Settings. Apro Advanced Desktop Effects Settings e ritrovo il configuratore che aveva debuttato sul mio pc grazie al repo di 3v1no. Quattro cosette: Animazioni Random, intervallo tra gli aggiornamenti minimo, plugin Scale e ho attivato l’opzione Sync To VBlank. Risultato: Animazioni fluide, artefatti ridotti al minimo, really-eye-candy, ottima stabilità. Sul serio, nemmeno mezzo crash, mai. Certo, c’è sempre il problema delle black windows causa driver, ma il default che l’utente si ritrova è piacevolmente decoroso. Nessun comando da terminale, nessun workaround, niente sbattimenti, funge.
Ad ogni modo a Compiz viene dedicata una cura particolare. Saranno già tre volte che i pacchetti vengono aggiornati da Update Manager, e scorsa settimana è stato backportato alla versione 0.6.2 =). E da quando c’è Gutsy che i Backports stanno maturando, prendendo ritmo. Piccoli GetDeb crescono.
A tribute to 255.255.255.255.255.255
Veramente magnifica questa geekata in luogo pubblico.
Qui sotto il testo.
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Preghiera
Ieri, mentre installavo Ubuntu al mio amico Hib, mi sono sentito un timorato dell’errore 18.
Non potevamo fare altro che affidarci alla fede, ed ecco la nenia che ha cullato la nostra ansia…
Oh Linux, che sei nei dischi,
Sia santificato il tuo Root
Venga il freesoftware
Sia fatto il tuo backup,
Così in swap come in shell,
Dacci oggi il nostro Update quotidiano,
Rimetti a noi i nostri Driver,
Così come noi li rimettiamo alle nostre periferiche
E non ci indurre in formattazione
Ma liberaci da Windows, Amen.
Tux esiste. E ci ascolta.