
Fatti, non ….
Ora Get The Facts non esiste più: Microsoft ha preso un po’ di colla vinilica e forbici dalle punte arrotondate e l’ha smussata nella nuova campagna Compare, nome che a mio avviso rende molto più l’idea se pronunciato in italiano. Che sia stato proprio il nuovo compare di MS a consigliare ai redmondiani di rilassarci, andarci più piano?
Io ho la mia idea che una campagna come Get The Facts oggi non sia più possibile. Non che sia necessariamente una cosa buona: anche se GTF era così di parte da risultare pacchiana, le velate minaccie e i risultati che tutto l’attuale strategia di FUD ottiene un po’ la fanno rimpiangere. L’accresciuta popolarità di GNU/Linux e soprattutto della sua validità come alternativa consigliano approcci decisamente meno spocchiosi.
Sebbene le analisi indipendenti di Get The Facts siano solo una caricatura dell’obbiettività che agitano ai quattro venti, rendono bene una cosa: come sia estremamente facile distorcere la realtà. Non solo quando la si vuole strumentalizzare per evidenti ragioni, ma soprattutto quando la realtà invece la si vorrebbe pienamente comprendere. Cosa ancora più importante nel panorama attuale, dove aziende come MS passano dalle parole ai Fatti (Ops, .___.). Le polemiche recenti su ODF vs OOXML e su HTML5 sono un monito importante. Pensiamo alla Mono-Trap.
La facilità e la diversità con cui possiamo reperire l’informazione oggi è una gran cosa (Grazie Web 2.0) , ma va sfruttata bene perché oggi come oggi trovare i “fatti” è facile tanto quanto esporli. E nel momento in cui li comunichiamo la qualità di ciò che diciamo diventa importante.
Get The Facts dev’essere un’attitudine più che un’operazione di marketing. Qualcuno ha colto questo punto e ci prova sul serio a non saltare alle conclusioni. E non posso che segnalarlo con piacere =). Buona Lettura.
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